Saturday, 11 January 2014

Dublino, Madrid, Lisbona, Atene: le quattro facce della crisi

Secondo Fabrizio Goria di Linkiesta la crisi dell'eurozona ha raggiunto un punto di svolta. Le tempeste finanziarie del periodo tra il 2010 e il 2012 sono passate ed è incominciata una tenue ripresa economica. Il suo articolo analizza in dettaglio la situazione dei quattro paesi che si sono sottoposti a misure di salvataggio della troika: Irlanda, Spagna, Portogallo e Grecia.
Irlanda e Spagna sono uscite dai programmi di salvataggio. Il Portogallo sta per uscirne. La Grecia potrebbe uscirne prima del previsto, nonostante le enormi difficoltà. Scrive Goria:
A uscire prima, e meglio, dai programmi di salvataggio della troika sono stati i paesi che hanno registrato una crisi bancaria. Irlanda e Spagna avevano perso la fiducia degli investitori per via delle malversazioni bancarie e, una volta guardato dentro i bilanci ... gli istituti di credito sono stati controllati, sono stati stressati, sono stati ricapitalizzati. E dopo gli investitori hanno ricominciato a credere nei paesi ... Ben diversa è invece l’esperienza di Portogallo e Grecia, due paesi nei quali oltre a un problema bancario c’era un problema politico e/o strutturale. Lisbona e Atene non sono ancora uscite dalla crisi per l'incertezza che impedisce di pianificare gli investimenti, sia domestici sia stranieri.
Secondo Goria in questi anni la troika ha commesso l'errore di applicare lo stesso modello a tutti i paesi da salvare. Le autorità europee hanno capito in ritardo le dimensioni e la natura delle crisi sovrane e solo in seguito hanno cercato di riparare agli errori con rimedi talvolta peggiori del male.
Alla fine l'eurozona ha svoltato e con l'aiuto della Banca centrale europea può stabilizzarsi. Bisogna ricordare però che la strada da percorrere è lunga e senza riforme e sforzi da parte di tutti i paesi membri e in particolare dell'Italia il rischio di un collasso si presenterà di nuovo.

2 comments:

  1. Le "crisi sovrane" non sono mai esistite. Queste dichiarazioni si basano su di una lettura assurda della crisi. La crisi uropea è una crisi dei debiti privati, NON dei debiti pubblici, i quali sono solo il riflesso della prima. E dunque il calo dello spread non è un indicatore di nulla, se non della temporanea efficacia delle "minacce" di Draghi, gli OMT, i quali sono però inusabili fattualmente, se non come deterrente. Esattamente come lo è stata la bomba atomica.
    E la crisi dei debiti privati è tutta lì, perché il Eruopa la somma degli attivi bancari è il 350% del PIL, mentre in USA è il 75%. Siamo più "finanziarizzati" noi degli USA.
    Queste dichiarazioni sono irresponsabili per due motivi: fanno sottovalutare i problemi, e incentivano la fustigazione dei singoli paesi con la retorica delle riforme nazionali, oltretutto impossibili da farsi, tanti più in regime di fiscal compact, se non erodere i salari, e dunque spingere ancor di più verso la depressione (Monti, docet, visto che lo ha esplicitamente ammesso).
    La crisi nasce da squilibri intra-Ue e soprattutto eurozona, e non ha nessuna soluzione se non in una profonda riforma dei rapporti tra stati, cosa che non si può fare stando ognuno a casa propria facendo i compiti per conto proprio.

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  2. malheureusement la traduction ne fonctionne pas. Je vais essayer avec google translation : c'est grosso modo comme traduction là-bas…
    Sorties de crise, cela m'étonnerait. Et pour les populations, ce sera pour quand ?

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